Thursday, October 4, 2007

Patchworks, puzzles

Solo in un Paese sgangherato come l’Italia, esiste il “bipolarismo” ed è una bufala clamorosa, oltre che un’ipocrisia colossale: nei Paesi normali c’è un sostanziale bipartitismo (con forze di contorno marginali). La “porcata” (la legge elettorale vigente) costringe le forze politiche nostrane ad aggregarsi all’unico scopo di fare numero, senza alcun riguardo per un minimo di omogeneità ideologica e programmatica fra gli “alleati”: conviventi, loro malgrado, pronti a trasformarsi in separati in casa, per poi, eventualmente, divorziare. Le due coalizioni, alquanto brancaleonine, che, finora, si sono alternate al governo, sono patchworks mal assortiti, puzzles mal assemblati: cacofonie di voci discordanti. Non c’è da meravigliarsi, se, una volta al potere, non combinano nulla (quando non fanno danni). In un Paese normale, il bipartitismo nasce da aggregazioni spontanee e omogenee (in genere, una di ispirazione liberal-conservatrice, l’altra di ispirazione socialdemocratica) e ognuno dei due partiti elegge il leader migliore del momento. In Italia, ogni coalizione è un pollaio pullulante di galletti, ciascuno dai quali, per raggiungere la ribalta, vuol dire la sua, meglio se in contrasto con i propri alleati. La situazione è talmente grottesca che persino i nostri politici se ne sono accorti e cercano di correre ai ripari. Nasce così l’idea del Partito Democratico, da una parte, e del Partito della Libertà, dall’altra. Riusciranno i nostri eroi nell’intento di rendere il nostro Paese un po’ più normale? Staremo a vedere: li aspettiamo al varco.

            Ceterum censeo Italiam esse mutandam.

Posted by Catone at 16:33:40 | Permalink | No Comments »