Politica ordine geometrico demonstrata
Mi scuserà Spinoza, se parafraso il titolo del suo capolavoro: intendo illustrare con una metafora matematica il rapporto fra Libertà e Potere.
“Postulato della Libertà”: “La Libertà (individuale) è inversamente proporzionale al Potere (pubblico)”. Detti p il potere (pubblico) e l la libertà (individuale), si ha: pl = k (l’equazione di una parabola equilatera i cui asintoti sono gli assi coordinati). Se si riporta p in ascisse (purtroppo è il Potere la variabile indipendente: non si dà mai un potere circoscritto dalla Libertà, ma sempre una Libertà circoscritta, limitata dal Potere) e in ordinate l, si vede subito che, al crescere di p, l tende a zero (si va verso i regimi totalitari), mentre al diminuire di p, l tende all’infinito (si va verso l’anarchia). Mettendo in scala i principali regimi conosciuti, in ordine crescente di ‘capacità’ liberticida, si va dall’anarchia (non società) alle liberaldemocrazie (società “aperte”, per dirla con Popper), alle socialdemocrazie (società “aperte”), ai regimi autoritari (società “chiuse”), ai regimi totalitari (società “chiuse). Alla scala dei regimi si può sovrapporre la scala delle ideologie, nel senso che all’anarchia corrispondono i movimenti anarchici e libertari, alle socialdemocrazie i movimenti/partiti socialdemocratici, alle liberaldemocrazie i movimenti/partiti liberaldemocratici, ai regimi autoritari i movimenti di stampo fascista, ai regimi totalitari i movimenti di stampo nazista e comunista. Fra le socialdemocrazie e i regimi autoritari, porrei il caso unico, anomalo, dell’Italia odierna: una pseudodemocrazia malata. Il caso italiano è il meno limpido, nella sua ambiguità: sotto una parvenza di democrazia, si nasconde una società “chiusissima”, suddivisa in caste, in cui il ricambio della classe dirigente è praticamente impossibile. Lo Stato italiano è ipertrofico, invadente, onnipresente, un Leviatano dagli artigli spuntati: mammone, paternalista, buonista, assistenzialista, lassista. Va assolutamente messo a dieta, snellito, ridotto ai minimi termini, a tutto vantaggio di una crescita, proporzionale, della Libertà individuale.
La Libertà (con la “L” maiuscola) è un dato globale, complessivo, dipendente dal regime vigente. Esistono, poi, le singole libertà specifiche, che vanno considerate caso per caso. Per esempio, la libertà di professare una religione in Italia è pienamente garantita; lo è già molto meno – di fatto, se non in linea di principio – la libertà di praticare le proprie tendenze sessuali. La libertà di disporre della propria vita (mi riferisco all’eutanasia) è del tutto conculcata. La libertà di espressione è gravemente lesa da leggi subdole, indirette, e dall’esistenza delle corporazioni dei professionisti dell’informazione. La libertà di impresa è limitata da innumerevoli panie burocratiche e dai puntelli statali alle imprese decotte, che distorcono la libera concorrenza (per non parlare degli interventi della criminalità organizzata).
Non sarebbe male istituire in Italia un Osservatorio delle libertà, un “libertometro”, per ‘misurarne’ o, meglio, monitorarne l’andamento.
Ceterum censeo Italiam esse mutandam.