Lunedì, Ottobre 22, 2007

Il mito della democrazia

Fra tutte le –crazie e –archie storiche e immaginabili la democrazia costituisce, probabilmente, il male minore. In particolare, non c’è dubbio che sia da preferirsi ai regimi non democratici, totalitari (come il nazismo e lo stalinismo) o autoritari (come il fascismo) che siano. Tuttavia non è affatto il caso di idolatrarla, come si tende a fare in Italia. Già il termine ‘democrazia’ è ingannevole, perché il popolo non ha mai detenuto il potere; quanto agli aggettivi correlati, l’ipocrisia che esprimono tende addirittura a grondare sangue (nelle repubbliche cosiddette ‘democratiche’ ovvero ‘popolari’). Una buona democrazia è quella che limita l’applicazione del principio maggioritario al suffragio universale e a pochissime questioni sottoposte a voto referendario (purché, poi, lo si rispetti, il che, in Italia, non sempre avviene). Una democrazia moderna non può essere che rappresentativa: governare un Paese non è come governare un'antica polis o un condominio. In Italia, oggi, la deriva populistica, alimentata da una demagogia che fa presa sull’antipolitica e sull’antiantipolitica, sta dilagando, sia a destra sia a sinistra: gli appelli diretti al ‘popolo’ e le manifestazioni di piazza che si stanno susseguendo in questi giorni ne sono il portato. E tutti gli organizzatori di siffatte manifestazioni, a sinistra come a destra, si esaltano e inneggiano alla democrazia, dando i numeri: i numeri, gonfiati, dei partecipanti. Se davvero il metro con cui misurare il livello di democraticità di un Paese fosse la partecipazione alle manifestazioni di massa, si dovrebbe concludere che i regimi più democratici di tutti i tempi sono stati il nazismo e il fascismo, capaci di mobilitare folle oceaniche.

            Ceterum censeo Italiam esse mutandam.

Posted by Catone at 07:12:33 | Permanent Link | Comments (0) |
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