Domenica, Novembre 18, 2007

Cavaliere, mi consenta ...

Cavaliere, mi consenta qualche riflessione di carattere generale su di Lei e non se n’abbia a male se mi permetto di darle, sommessamente, qualche suggerimento che Lei si guarderà bene dal prendere in considerazione, essendo già circondato da fior di consiglieri (?) e, soprattutto, avendo Lei la tendenza, eroica, a far di testa Sua. Lei è un antipolitico (questo è un complimento) che ha avuto l’audacia, la temerarietà, di “scendere in campo”, ovvero nella fossa dei leoni, forte delle sue convinzioni, della sua determinazione e dei Suoi mezzi e capacità di comunicazione. E, subito, ha riportato una vittoria sfolgorante, ridicolizzando il povero Achille Occhetto e la sua “gioiosa macchina da guerra”. Il Suo successo è dipeso da tanti fattori, non ultimo dei quali proprio il fatto che Lei fosse un antipolitico: gli italiani, che Tangentopoli aveva reso orfani dei partiti tradizionali, disgustati della politica corrente, L’hanno accolta, se non proprio come un Salvatore, come un’ancora di salvezza cui aggrapparsi con qualche speranza, nello tsunami in corso. Il mondo della politica (più Indro Montanelli), invece, ha immediatamente visto in Lei un antigene, un corpo estraneo da neutralizzare al più presto, ma, colto alla sprovvista, non è stato capace, all’epoca, di produrre i necessari anticorpi. Da allora tante cose sono cambiate (in peggio), meno due: Lei è tuttora un antipolitico e il mondo della politica cerca tuttora di eliminarLa. Purtroppo per Lei, la Sua antipoliticità ha perso un po’ del suo fascino o, quanto meno, del suo smalto, mentre il mondo della politica, approfittando di alcuni Suoi passi falsi (che cosa Le è saltato in mente di andare a sponsorizzare “Rifondazione fascista”?), sta mettendo a segno qualche punto, nel tentativo di eliminarLa o, almeno, di ridimensionarLa. Io sono convinto che, alla fine, la spunterà Lei, ma, forse, dovrà decidersi a effettuare un cambiamento di rotta a cominciare dalla strategia e dalle tattiche di comunicazione (mi rendo conto dell’enormità di quel che Le suggerisco, essendo io un Carneade qualsiasi e Lei un Principe della comunicazione). Il Suo stile oratorio è schietto (qualche volta, troppo), diretto, anticonformista. Lei parla senza peli sulla lingua ed esprime concretissimi contenuti. Le Sue parole non hanno bisogno di interpretazioni: sono chiarissime e inequivocabili. E, soprattutto, Lei dice (questa, almeno, è l’impressione che dà) tutto quello che pensa, sia che si rivolga alla “gente”, con la quale mantiene un rapporto privilegiato, sia che si rivolga ai Suoi colleghi. I politici (se preferisce, i politicanti) tradizionali, invece, sono altrettanti Giani bifronti: con una faccia (tosta, di bronzo, di tolla) si rivolgono al pubblico, all’elettorato, al popolo, con tutt’altra faccia comunicano fra loro. E, nel rivolgersi al pubblico, dicono e non dicono, alludono (il più delle volte mentono, sapendo di mentire), lasciano intendere, si contraddicono, con estrema disinvoltura. Walter Veltroni, per esempio, è un campione di questo stile comunicativo: non solo afferma tutto e il contrario di tutto, come è stato già rilevato anche dalla satira politica, ma, anziché esprimere contenuti, spesso esprime “contenitori”, parole vuote da riempire, onde chiunque l’ascolti può attribure loro il senso di ciò che vuol sentirsi dire. E così accontenta tutti, almeno a parole. Impari un po’ da lui, non dica sempre tutto quello che Le passa per la testa, non si lasci prendere la mano dal wishful thinking, che poi non si realizza (alludo alla caduta preconizzata, ma non avvenuta, del governo Prodi), ed eviti i termini iperbolici, come “implosione”. Il governo Prodi si sta sgretolando, sfarinando, sbriciolando, sta cadendo a pezzi, come un edificio fatiscente che si regge in piedi per miracolo. Ma, così come certi ruderi resistono all’azione del tempo e restano in piedi sfidando la forza di gravità, analogamente non è da escludersi che il governo Prodi tiri a campare ancora per molto (troppo) tempo. Ora, se Lei dice che il governo Prodi si sta sgretolando, la “gente” verifica di persona la verità della sua affermazione e ne conviene, se, invece, Lei dice che il governo Prodi è imploso, la “gente”, non constatando niente del genere, Le volta le spalle.

Ceterum censeo Italiam esse mutandam.

Posted by Catone at 10:06:36 | Permanent Link | Comments (0) |
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