Sabato, Novembre 24, 2007

Gli innovatori

Premessa. Sorvoliamo sulle bombette a orologeria fatte scoppiare con cronometrica puntualità in faccia a Berlusconi, non appena il personaggio si rende pericoloso per l’establishment: bombette mefitiche il cui unico effetto, per fortuna effimero, si riduce a un provvisorio aumento del tasso di  inquinamento dell’atmosfera politica, già di per sé satura di miasmi irrespirabili. Di maggior durata, quasi diventate luoghi comuni, sono certe critiche portate al Cavaliere fin dal momento della sua discesa in campo e reiterate negli anni. Tutte vertono sulla sua imprenditorialità, intesa e presentata in termini negativi, perché, sostengono i suoi detrattori, un imprenditore è invasato dal demone del profitto (mentre i politici di professione sono, com’è noto, animati da puro spirito di sacrificio, ebbri di abnegazione) e Berlusconi, in particolare, ha fondato Forza Italia – un partito-azienda, un partito-personale – all’unico scopo di tutelare i propri interessi, riuscendo a imporsi soltanto grazie ai suoi soldi e alle sue reti televisive. A questo viene ridotta l’imprenditorialità di Berlusconi, demonizzata anche in nome del pauperismo imperante. Quel che nessuno ha sottolineato abbastanza, finora, è che il tratto caratteristico di ogni imprenditore di successo è la sua capacità di innovazione. Berlusconi, lo ha dimostrato anche recentemente, è principalmente un innovatore e non stupisce, che, giunto in quel circo di parrucconi che è il mondo politico italiano, lo abbia messo a soqquadro. “Innovare” è un imperativo categorico, in economia: lo sanno i produttori di rasoi che ogni anno aggiungono lame ai loro prodotti; lo sanno i produttori di detersivi, che, superata la soglia del bianco che più bianco non si può, dotano i propri prodotti di salvifiche proprietà antibatteriche. Insomma, per restare sul mercato e imporsi, bisogna, fra le altre cose, proporre in continuazione “novità”. Questo vale, e non ci si scandalizzi del paragone, anche per la politica, soprattutto per la politica italiana, decrepita in tutti suoi aspetti, a partire dalle ideologie che la dominano.

Proposta. Le due etichette con cui si indicano i contrapposti schieramenti canonici di una democrazia occidentale sono: “progressisti” e “conservatori”. Etichette ormai consunte, usurate al limite della totale perdita di senso: i sedicenti progressisti italiani sono i politici più retrogradi che esistano e i sedicenti conservatori italiani sono i depositari di “valori” superati. Fra l’altro, se c’è un termine che non significa alcunché – pomposo, stucchevole, retorico e, soprattutto, vuoto – è proprio il termine “valori”: non si riesce mai a sapere, da quanti ne fanno uso, a che cosa, di preciso, si riferisca. Ma pare brutto chiederlo. Come se non bastasse, poi, il termine risulta ulteriormente squalificato da quando ne ha assunto il monopolio il buon Tonino. Comunque, ognuno è libero di definirsi come crede e se i retrogradi di sinistra vogliono continuare a definirsi “progressisti” e i nostalgici di destra “conservatori”, facciano pure. In alternativa a costoro, io suggerisco che quanti, con spirito liberale, si propongano di agire sulla scena politica con intenzioni serie di cambiare in meglio l’Italia si definiscano “innovatori”, dichiarandosi esplicitamente antagonisti di tutti i conservatori, di destra e di sinistra. Il termine “innovatori”, in quanto antonimo del termine “conservatori”, dovrebbe piacere ai “consumatori” (di politica), cioè agli elettori, perché sa di fresco tanto quanto l’altro sa di stantìo. Ma non si tratta di una questione puramente nominalistica: oggi come non mai la politica italiana ha bisogno di innovatori, di persone creative, nel settore propriamente propositivo e in quello comunicativo (opinion makers, spin doctors).

Più esplicitamente, chiedo a Capezzone, Della Vedova, Taradash, ecc. di fondare il “Partito Innovatore” (PI). Certo un partito che si denomini “innovatore” assume un impegno costante: il termine è quasi un programma.

Ceterum censeo Italiam esse mutandam.

Posted by Catone at 08:54:43 | Permanent Link | Comments (0) |
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