Le due eguaglianze
Come nel caso del colesterolo, esiste un’eguaglianza buona e un’eguaglianza cattiva. È buona l’eguaglianza che prescrive pari opportunità per tutti i cittadini, è buona l’eguaglianza che si riflette nel motto “La legge è uguale per tutti” (anche se, in Italia, la legge è più uguale per alcuni che per altri), è buona l’eguaglianza contro ogni forma di discriminazione (in Italia, non ancora realizzata), è buona l’eguaglianza contro rendite di posizione e privilegi di casta (in Italia, del tutto irrealizzata). È cattiva l’eguaglianza livellatrice. Direi di più: è contro natura. Non siamo tutti uguali: siamo tutti diversi e la diversità è ricchezza. Ma vi sono alcuni, gli egualitaristi livellatori, cui la diversità dà fastidio, provoca l’orticaria, e si prodigano per annullarla. Esagerando: egualitarista livellatore è colui che, profondamente turbato dalla palese diseguaglianza estetica fra l’on. Rosy Bindi e l’on. Mara Carfagna, proporrebbe di porvi rimedio con un intervento di chirurgia plastica leggermene deturpante, ai danni della seconda, in modo da abbassare a livello bindiano le fattezze della parlamentare azzurra; ovvero che, vista l’evidente diseguaglianza motoria fra un asino e un’aquila, proporrebbe di ovviarvi tarpando le ali all’aquila. Esempi un po’ iperbolici, ma esplicativi: se ne potrebbero ricavare spot contro il livellamento verso il basso (l’eguaglianza livellatrice è sempre verso il basso: non si può trasformare l’on. Rosy Bindi in una Venere, non si possono far spuntare le ali a un asino). Sotto il profilo psicologico, l’egualitarista livellatore, anche quando non se ne rende conto e si proclama paladino della giustizia, è un invidioso, e lo dimostra il fatto che i suoi piani sono distruttivi: l’eguaglianza livellatrice aumenta l’entropia del sistema (sociale), tende a trasformarlo in una landa desolata, lo devitalizza. L’egualitarista livellatore si crede un Robin Hood: vorrebbe togliere ai ricchi per dare ai poveri. In realtà, toglie ai ricchi senza dare ai poveri e tanto gli basta, perché il suo vero scopo è livellare. L’egualitarista livellatore è contro la meritocrazia: difende la parità di trattamento fra quelli che lavorano e i nullafacenti, fra quelli che sanno e gli ignoranti; al limite, nella sua furia ‘differenzoclastica’, fra le persone oneste e le disoneste. Corollari dell’egualitarismo livellatore sono il ‘collettivismo’, l’‘assolutismo’, lo‘statalismo’, il ‘dirigismo’. Unico antidoto contro tutti questi ‘ismi’ perniciosi è il liberalismo, che valorizza l’individuo, pratica un saggio relativismo, combatte le ingerenze di uno Stato impiccione, propugna il liberismo (non “selvaggio”: civilissimo).
Ceterum censeo Italiam esse mutandam.

